6 Passi per smettere di lamentarsi e avere più energia

Un virus, potente e invisibile, infesta il nostro mondo…

Si propaga nell’ambiente e condiziona i luoghi in cui vive. Chi ne viene colpito subisce presto i suoi sintomi: stanchezza, poca voglia di fare, repentini cambiamenti dell’umore, vittimismo.

Si tratta di un pericolosissimo virus psicologico ed emotivo, subdolo perché la maggior parte delle persone lo considera qualcosa di normale e accettabile. In molti casi è ciò su cui si basano le relazioni ed è per questo che è contagioso. Bisogna starne alla larga, prendendo le dovute precauzioni.

Sto parlando del canto dello sconfitto, del suono che precede il fallimento.

Sto parlando della lamentela.

Come non essere contagiati dal virus? Come smettere di lamentarsi?

6 passi per liberarsi dalla sua stretta morbida ma feroce


1) Smetti di lamentarti! E’ ovvio, la prima cosa da fare è proprio impegnarsi a smettere. Sembra una cosa facile, ma comincia a farlo. Evita di lamentarti per il caldo, per il freddo, per il traffico, per la società… Vedrai presto che in realtà ci lamentiamo molto più spesso di quanto non siamo disposti ad ammettere!

Parti dalle piccole cose, poi continua fino a debellare del tutto il virus dalle tue giornate.

2) Accetta e non giudicare persone, situazioni, comportamenti… Magari ti è incomprensibile, ma ogni cosa ha il suo senso. Se consideri qualcosa come negativo, dannoso, inutile, sbagliato… va bene, potresti anche “avere ragione” ( e non è detto tu ce l’abbia davvero ). In ogni caso, lamentarsi può solo peggiorare le cose, soprattutto se non puoi fare nulla per cambiare la realtà dei fatti. Accetta ciò che c’è, non giudicarlo. Se puoi, fai qualcosa per migliorare la situazione, altrimenti taci e passa oltre. Ci guadagni tu e ci guadagnano tutti.

3) Stai alla larga dagli untori. Sono quelle persone che fanno della lamentela la loro occupazione principale, che si lamentano la maggior parte del tempo… e che soprattutto non fanno nulla per uscire dalla situazione che dicono di non sopportare. Stanne alla larga perché la lamentela, come ogni stato psico-emotivo, è contagiosa, e questi untori hanno un certo talento nel trasmettere questa vibrazione.

Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.

Giovanni Falcone

4) Ringrazia. Sconfiggi la lamentela con il suo opposto, cioè la gratitudine. Potenzialmente tutti abbiamo qualcosa di cui poterci lamentare e qualcos’altro per cui poter ringraziare. Si tratta solo di scegliere su cosa porre l’attenzione, a cosa fornire energia. Più dai energia a uno stato emotivo e ai pensieri che lo alimentano, più questo si ripresenta spontaneamente.

5) Combatti la pigrizia. Pigrizia e lamentela sono migliori amiche e hanno un rapporto così stretto che una cerca di invitare l’altra ad ogni occasione. Più tempo passi a lamentarti più diventi pigro, più sei pigro più ti lamenti… Perché è ovvio che se non ti muovi per fare ciò che vuoi e ciò che devi, domani te ne lamenterai. La lamentela tende a bloccarti e a mantenerti in uno stato di inattività. Ti consiglio a tal proposito questa straordinaria spiegazione dello psicologo Mauro Scardovelli.

6) Agisci. L’ultimo passo è il più spontaneo, una conseguenza naturale dell’aver eliminato la lamentela o almeno dell’averla ridotta al minimo. Meno ti lamenti, più agisci. Come tutti i virus, la lamentela ti impedisce di fare qualcosa… Se sei influenzato non respiri bene, ma quando il virus influenzale se ne va, come conseguenza naturale, riprendi a respirare normalmente. Questo è lo stesso rapporto che c’è tra lamentela e azione. Nel momento in cui riduci drasticamente il tuo lamentarti, fino a smettere del tutto, passi spontaneamente all’azione. Agisci di più, in modo più efficace e più veloce.


La lamentela è un virus pericoloso…

…tremendo perché subdolo, in quanto lamentarsi viene considerato qualcosa di normale. Se non ti lamenti dei tuoi problemi vieni quasi considerato come un tipo strano.

Tu smetti di lamentarti e sii fiero di essere uno strano… che di fotocopie che si lamentano tutto il giorno sono pieni i bar. Anche le neuroscienze hanno dimostrato che la lamentela è contagiosa. Ascoltare lamentele e ‘negatività’ ( vedi alla voce telegiornali ) danneggia i neuroni e ci rende più propensi a lamentarci a nostra volta. E’ un circolo vizioso, da interrompere il prima possibile se tieni al tuo cervello.

In fondo, cos’è la lamentela?

Energia. Quando accade qualcosa per cui ti verrebbe istintivo lamentarti, se trattieni la lamentela e non la esprimi, puoi sentire qualcosa che ti resta dentro. Puoi sentirlo fisicamente nel corpo… Quella è energia. Se ti lamenti, la sprechi, altrimenti la mantieni al tuo interno e la metti al tuo servizio ( leggi anche Come sfruttare il Fuoco Interiore ). Provare per credere.

Che senso ha meditare, astenersi dal sesso o fare una passeggiata in montagna per ricaricarsi di energia, se poi ne sprechi una quantità doppia lamentandoti mentre sei in macchina nel traffico cittadino? […] La macchina biologica umana è già una perfetta macchina di trasmutazione alchemica… quando viene utilizzata con criterio.[…] La lamentela che è nata dentro di te è energia vitale che a tua macchina biologica ha prodotto meccanicamente.”

Salvatore Brizzi ( Victoria Ignis ), Il Libro di Draco Daatson parte prima

Che personaggio recita colui che si lamenta sempre? La vittima.

Vuoi davvero essere una vittima nella tua vita? Oppure vuoi prendere in mano le redini del tuo destino, assumendoti tutte le responsabilità?

Smetti di lamentarti e fallo adesso. Perché se sei una vittima oggi, lo sarai anche domani.

Non ti lamenti perché un evento è accaduto, ma quell’evento è accaduto perché tu vivi di lamentele.”

Ci si vede Oltre…

Giulio

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In questo articolo ho citato:

Giovanni Falcone ( il racconto della sua vita nel libro Per questo mi chiamo Giovanni, di Luigi Garlando )

Mauro Scardovelli ( trovi i suoi libri su Macrolibrarsi e su Il Giardino dei Libri )

Salvatore Brizzi, Il libro di Draco Daatson parte prima ( lo trovi su Macrolibrarsi e Il Giardino dei Libri )

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