fbpx

Risveglio Digitale - il Blog

crescita personale studi scientifici

Crescita Personale: lascia stare gli “studi scientifici”!

A volte, nel mondo della crescita personale, sembra che si faccia la gara all’ultimo studio scientifico: a chi ha messo insieme più studi di università prestigiose, a chi ha le fonti migliori e cose di questo tipo.

Ti propongo qualcosa di radicalmente diverso. Lascia stare gli studi scientifici.

Diventa tu uno scienziato. Per la precisione, diventa lo scienziato di te stesso.

Preferisci il video?

Che cosa intendo?

Che invece di rincorrere l’ultimo studio scientifico o l’ultimo corso di crescita personale “basato solo su metodi scientifici”… fai direttamente esperimenti su te stesso (senza farti saltare in aria magari!).

Come si fa?

Attraverso l’applicazione, l’esperienza e l’osservazione.

Attenzione, non intendo che gli studi scientifici e gli esperimenti condotti da chi si occupa di psicologia comportamentale siano inutili. Ma restare solo nel recinto di ciò che è considerato “scientifico” può essere un approccio molto limitante.

In altre parole, che senso ha leggere su un libro di esperimenti che illustrano come funziona la nostra mente, se poi non lo applichiamo e soprattutto sperimentiamo nella vita reale?

O, per andare più sullo spirituale… che senso ha aspettare che “la scienza” dimostri l’esistenza dell’anima, o di Dio, con un esperimento? Se senti “qualcosa” di profondo che ti chiama dal tuo interno, inizia a indagare, a contattare quel “qualcosa”… e forse riuscirai a “vivere” la realtà dell’anima ben prima che questa venga dimostrata scientificamente!

C’è anche da dire che a volte la psicologia comportamentale sembra considerare noi esseri umani niente più che dei topi da laboratorio. Ecco: se ci limitiamo a “comprendere” noi stessi solo attraverso il paragone con ratti e piccioni… non so quanto andiamo lontano.

Anche qui nel blog di Risveglio Digitale, a volte faccio riferimento ad alcuni studi scientifici, ma più volte che posso ti ricordo di applicare su te stesso in prima persona…

Facciamo un esempio preso dal quotidiano

Come ho scritto spesso, l’uso che facciamo dello smartphone diventa compulsivo e inconsapevole quando diventa automatico.

Quando l’abitudine ad entrare online ogni 5 minuti, ad esempio, diventa qualcosa fuori dal nostro controllo. Lo facciamo ma non lo vorremmo davvero fare.

Sto parlando di fenomeni come:

  • Dovevi solo spegnere la sveglia… e stai già guardando le mail

  • Volevi solo guardare l’ora… e hai perso 10 minuti a guardare l’ultima cazzata arrivata nel gruppo Whatsapp dei tuoi ex compagni delle medie

  • Ti eri promesso di vedere 1 solo video di Youtube, per distrarti 5 minuti dal lavoro… ed è mezzora che ti spacchi gli occhi tra un video correlato e l’altro

( Ti capitano spesso cose del genere? Trovi 5 Metodi per sfruttare smartphone e social senza diventarne schiavi nella guida gratuita Libertà Digitale )

Come dicevo, tutti comportamenti automatici. Ecco, io ti posso appunto spiegare che la nostra vita è fatta in gran parte di comportamenti automatici, cioè non realmente voluti e consapevoli…

…ma è solo sperimentando su te stesso (cioè letteralmente facendo un esperimento, come uno scienziato) che puoi comprendere nel profondo se ciò di cui sto parlando è qualcosa di reale oppure no!

Bisogna cercare per forza gli “studi scientifici” che ci dimostrino come funzionano le cose?

Ti rendi conto di quanto sia limitante l’approccio del tipo… “se non è stato dimostrato dalla scienza non ci credo”…?

Ci vuole davvero uno studio scientifico che attesti il fatto che siamo quasi totalmente “robotizzati” (automatici, meccanici) nei nostri comportamenti?… che dimostri che lasciamo il volante della nostra vita in mano a un “pilota automatico”… e quel pilota non siamo neanche noi?

Non è forse è più importante “vivere nella carne” questa scioccante consapevolezza, da scienziato di te stesso?

Ci si vede Oltre…

Giulio – Risveglio Digitale

P.S. Condividi questo articolo se credi possa essere utile ad altre persone.

Foto di Tibor Janosi Mozes da Pixabay