Vittimismo in vetrina – Gli ipnotici slogan della lamentela

Fino a qualche mese fa lavoravo in centro a Bologna. Una mattina, camminando per raggiungere il negozio in cui scambiavo il mio tempo per denaro, ho notato le vetrine dell’OVS da poco rinnovate. In una di queste c’erano accessori e oggetti vari, decorati con alcune scritte.

Si può dire OVS in televisione o sto facendo pubblicità? Ormai l’ho detto, due volte tra l’altro… ah cazzo, ma non siamo in televisione?

Mai ‘na gioia”

Non ho voglia”

“#Ciollansia”

“#Stressed”

#Viziata”

#Uffa”

Questi gli slogan presenti sugli oggetti. I ritornelli del lamento, della nullafacenza e della pigrizia che diventano tratti distintivi da esibire con orgoglio su una trousse o sulla cover dell’ultimo Iphone. A qualcuno potrà sembrare strano, ma tutto questo oggi è perfettamente normale.

E il risultato qual è?  Che stanno crescendo intere generazioni di vittime, di lamentanti, di deboli… D’altronde gli eroi glorificati dai media sono le “vittime della società”.

Perché? Ma soprattutto, dove andremo a finire e dove finiranno questi ragazzi e ragazze?

Aiutatemi!

Mi sembra di fare il moralista, di sfogarmi in una paternale che non mi compete. In fondo sono anche io un “giovane” ( categorizzare per età va così tanto di moda, non voglio perdere la mia occasione per farlo! ). Ho 26 anni, sono coetaneo di chi compra certi oggetti e sfoggia certi slogan, ma devo dire la mia… e sai perché?

Perché ripetersi questi messaggi ( il “mai una gioia” è onnipresente sui social ) non fa altro che impoverire la nostra vita, la tua vita! Ti rende triste, incapace di affrontare le situazioni, di prendere decisioni per il tuo futuro… E’ un’auto-ipnosi, con cui ti convinci di essere uno sfigato, un pigro, uno che non ce la fa perché “ciallansia”. Ti identifichi nella maschera del poverino e ti coccoli nel tuo dolce lamento da esibire su social network o su un accessorio. Tutto questo perché vuoi essere un eroe…

Ma come è possibile? Semplice… ti hanno condizionato la mente!

“Vengono celebrate le vittime come eroi? Allora voglio essere anche io una vittima! Voglio anche io unirmi al coro di chi non ce la fa… d’altronde il mondo fa schifo, basta guardare il telegiornale… perché la mia vita dovrebbe essere diversa, valere qualcosa o concedermi qualche gioia?”

Poi in televisione i moralisti, quelli veri, si lamentano che il mondo va a rotoli e che non ci sono più i “valori di una volta…”

Cazzo ma pensate a cosa ci infilate in testa, a cosa ci ripetiamo ogni giorno a colpi di hastag! Qualche hastag secondo me più azzeccato?

#tihannofregato

#tihannofattoillavaggiodelcervello

#seiunoschiavochesicredelibero

Le nuove generazioni glorificano il drogarsi e bere alcol fino al mattino come se fosse qualcosa di ribelle, quando invece è conformismo allo stato puro! Anzi è proprio ciò che ti continua a far dormire. Anche io credevo di dimostrare la mia libertà in questo modo, poi mi sono accorto che stavo solo facendo il gioco di coloro a cui credevo di ribellarmi!

(Leggi anche Disciplina e Smartphone – Sei libero o sei uno schiavo?)

Qualcuno potrebbe dire che sto esagerando, che sto facendo un dramma per quattro innocue frasette su delle tazze. In fondo, quelle scritte sono anche simpatiche…

Magari hai ragione. Magari… sticazzi.

Le parole hanno un potere incredibile, ci condizionano e non ce ne accorgiamo. Tanto più se la nostra attenzione è bassa e se l’esposizione a questi slogan è costante.

D’altronde come pretendi che possa andare la tua giornata se inizi la mattina bevendo il caffè in una tazza con scritto “Non c’ho voglia”!?

E’ un immaginario collettivo che continua a rafforzarsi e ciò crea nient’altro che schiavi, menti confuse, anime deboli, infinite vittime del “sistema”…

Gli impressionanti risultati di uno studio neuroscientifico sugli hastag

La soluzione?

Non ce l’ho! Ma così a istinto direi a questi “giovani” ( e continuo a dire a me stesso )…

Svegliatevi! Aprite gli occhi, tirate fuori le palle, realizzate i vostri sogni ( quelli veri… non il mutuo di 40 anni per acquistare casa )! Vi stanno letteralmente addormentando, vi tengono prigionieri con catene invisibili, neanche immaginate di cosa sareste capaci se non viveste sotto quella cappa di luoghi comuni.

Svegliatevi! Ribellatevi alla mediocrità che credete vostra solo perché vi viene ripetuto all’infinito che non potete nulla, che siete destinati a un lavoro precario e a non avere la pensione…

“Io e tutti quelli della mia generazione neanche avremo la pensione… che paese di merda l’Italia!” Lamentante medio col cervello lavato a 90 gradi

Cazzo hai 20/30 anni! Cosa te ne frega della pensione? Cosa ti importa di ciò che sarà quando ne avrai 70? Magari sarai già morto, magari l’umanità si sarà autodistrutta, magari questo pianeta sarà già imploso su se stesso… e tu pensi alla pensione!?

#sveglia #scusatelosfogo

Ci si vede Oltre…

Giulio – Risveglio Digitale

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