Blocco dello scrittore – Chi vuoi che legga una roba del genere?

blocco dello scrittoreIl blocco dello scrittore – Chi vuoi che legga una roba del genere?

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Aiuto! Il blocco. Il blocco dello scrittore.

Ah… Sto maledetto foglio bianco

Si ok, è un foglio digitale, ma pur sempre un foglio resta. E soprattutto, è bianco, cazzo. Anche se, ora che mi ci fai pensare, mi accorgo che si sta riempiendo. Certo, un po’ autoreferenziale come foglio, ma tant’è.

Non era mica il foglio bianco il problema? E adesso che il nero sta solcando questo candore, te ne fai un problema? Ti fai mille domande?

Ok ex foglio bianco, hai avuto la tua fetta di celebrità. Ora tocca a me.

Oh cazzo, di nuovo tutto bianco. Che sfiga. Ma cosa sta succedendo?

Sono diversi giorni che non scrivo. Ieri sera, mi sono detto “domattina scrivi, Giulio” e così sto facendo. Quindi mi sono piazzato qui alla postazione scrivania-pc-maledettofogliobianco. E sono finito a parlare, appunto, del foglio bianco. Che bianco non è più, ma ok dai… basta con sto giochino che ci siamo capiti.

Dunque, dicevamo. Sono in postazione. Bene. Finalmente, dopo diversi giorni, scrivo.

Scrivo. Ma cosa? Un articolo per il blog? No, non ho idee buone adesso. Non ne ho neanche voglia. Ok, ci siamo!

La recensione del libro di Jeff Goins, I Veri Artisti non Fanno la Fame.

Gran libro. Lo sfoglio per trovare lo spunto giusto da cui partire ma… niente. No, non mi va di scrivere sta recensione adesso.

Che lezione posso imparare da questo fatto? Forse meglio scrivere la recensione PRIMA di finire il libro, non dopo. Dopo una settimana, mentre ne hai già iniziato un altro. Mmm.

O magari semplicemente stamattina non è il momento giusto. Si è vero, bisogna perseverare, essere testardi bla, bla, bla. Sono d’accordo. E infatti sto scrivendo, mica non lo sto facendo. Sono perseverante, testardo, ok. E bla, bla, bla.

E’ che avevo bisogno di andare a ruota libera.

Sento un certo sollievo interiore nel poter riempire sto foglio bianco senza programmi. Scrivo e basta, quel che esce, che arriva da dentro e si riversa sul foglio, fossero anche solo delle paranoie su un foglio bianco. Tanto, chi vuoi che si metta a leggere una roba del genere?

Oh, mi scusi, non l’avevo notata. Bè, posso aiutarla? Ah, davvero, sta leggendo? Preferisci che ti dia del tu? Ah, non solo, preferisci non essere disturbato mentre leggi? Va bene, fa come se io non ci fossi.

In effetti me ne sono già andato. Tu stai leggendo queste parole e magari nello stesso esatto momento in cui tu le leggi io sto scrivendo qualcos’altro. Boh.

blocco dello scrittore

Ma come ci sono finito in questo tunnel pirandelliano?

Si, mi sono semplicemente scritto “scrivi” in agenda. Sono le 6 del mattino ed io, a quanto pare, sto scrivendo.

Senza una direzione precisa, solo per il piacere di farlo. E’ un sollievo. Ogni tanto serve. Serve una bella scaricata di idee e follia e basta. Senza piani, senza un domani, senza progetti. Come una fase di scarico, di riscoperta, di “vediamo cosa salta fuori”.

E io mi sento meglio. Certo, non avrò scritto l’inizio di un capolavoro della letteratura. Ma va bene così. Chissà, magari non sarà l’inizio di un capolavoro, ma potrebbe essere il principio di un mio nuovo modo di scrivere. O forse solamente un “la” per lasciare scorrere dell’energia mentale che stava stagnando da troppi giorni.

Se stavi cercando una soluzione al blocco dello scrittore… tra le righe la potresti trovare.

E pensare che è partito tutto da un foglio bianco. Che, a proposito, si è completamente riempito di caratteri neri. Non si vede un cazzo adesso.

Aiuto!

Ci si vede Oltre…

Giulio