Il nostro passato da cacciatori influenza il modo in cui leggiamo le mail

Uno degli elementi che regola il nostro rapporto con gli strumenti digitali è il cosiddetto “sistema di ricompense”. In pratica attuiamo certi comportamenti perché, il più delle volte inconsciamente, ci aspettiamo una ricompensa in cambio. Il sistema delle ricompense è anche ciò che può portare ad un uso compulsivo di smartphone e social, cioè a una forma più o meno intensa di dipendenza. Di conseguenza, nel percorso di Risveglio Digitale, è essenziale capire come e perché questi meccanismi ci coinvolgono così tanto.

Prendiamo ad esempio le e-mail. Perché molte persone non possono fare a meno di controllare l’app delle mail in continuazione? La risposta è nel nostro cervello ed in quel particolare tipo di ricompensa detto “ricompensa della caccia”.

Può sembrare strano, ma l’essere umano ha iniziato a cacciare e cibarsi di animali molti secoli prima dell’invenzione di lance e frecce. Come venivano uccise allora le prede? I biologi dell’evoluzione sostengono che la cattura della preda avvenisse per sfinimento; si parla anche di “caccia persistente”.

In breve, il cacciatore iniziava a inseguire un’antilope che si allontanava dal branco; l’animale riusciva a fuggire lontano perché molto più veloce dell’uomo. Ma l’antilope aveva due punti deboli che risultavano decisivi… e che diventavano punti di forza del cacciatore:

  • L’animale era coperto di peli, l’uomo no… la pelle umana dissipava il calore molto più rapidamente di quella della preda.

  • L’antilope non riusciva a usare le proprie energie in modo equilibrato: in altre parole, doveva scegliere se galoppare oppure fermarsi e riprendere fiato; l’uomo invece non era costretto a fermarsi ma poteva tenere un’andatura stabile anche se più lenta.

Quindi l’antilope si stancava molto prima dell’uomo e, dopo diverse ore di inseguimento, crollava a terra sfinita.

Ma cosa c’entrano antilopi e cacciatori di centinaia di migliaia di anni fa… con l’email?

Abbi pazienza, ci siamo quasi.

Il fattore più importante della caccia per sfinimento era infatti un altro: la straordinaria determinazione del cacciatore.

Il cacciatore era motivato dalla caccia stessa, cioè dalla consapevolezza che se non avesse resistito fino a uccidere la preda, sarebbe morto di fame. Resistere fino alla fine gli garantiva la sua ricompensa, ovvero il cibo per sfamarsi e sopravvivere.

La fortissima motivazione che portava i nostri antenati a inseguire un’animale per ore, è rimasta registrata nei nostri cervelli. Oggi infatti, siamo profondamente motivati dall’acquisire tutto ciò che per noi equivale alla preda da cacciare, ovvero tutto ciò che contribuisce alla nostra sopravvivenza: cibo, oggetti, denaro e informazioni sono diventati le nostre ricompense della caccia.

Ed eccoci alle e-mail

Nella nostra casella postale passa un po’ di tutto. Probabilmente anche tu, come me, non leggi tutte le mail che ricevi… anzi, alcune mail promozionali sono una rottura. In questo marasma però, a volte attendiamo notizie importanti.

Può trattarsi della risposta dell’azienda in cui hai fatto un colloquio: ti scrivono per comunicarti che sei stato assunto.

Potrebbe essere una persona con cui devi concludere un affare importante o far partire un progetto.

Può essere la conferma che il macchinario per l’ufficio che avevi ordinato – e che ti garantisce di produrre il doppio in metà del tempo – è in consegna.

Questi erano solo esempi, ma utili per capire che nella nostra casella mail passano informazioni che associamo più o meno consciamente alla nostra sopravvivenza. Quindi il controllare e ricontrollare l’app delle mail è come un andare a caccia di informazioni/ricompense (invece che di antilopi).

Questo meccanismo si applica anche ad altre realtà, ad esempio le slot machine. Giocare alle slot diventa una caccia persistente, cioè la ripetizione continua di un’azione, motivata dalla possibile – ma improbabile – ricompensa: una grossa vincita in denaro. Ironia della sorte, mentre le antilopi arrivavano allo sfinimento, le slot machine non lo fanno mai.

A me invece, a volte capita di cacciare su Youtube. Mi metto a cercare dei video di formazione, crescita personale, psicologia, dinamiche dei social network, marketing… Ne apro un casino (anche se sto migliorando), ma per ragioni di tempo non riesco a seguirli tutti. Anche questo è un continuo andare a caccia di informazioni, che la parte ancestrale del cervello (il mio in questo caso) reputa rilevanti per la sopravvivenza. E’ come se la mente dicesse “forse quel video è proprio quello che mi serve per…”

Anche Twitter, essendo un infinito susseguirsi di news più o meno rilevanti, fa leva su questo tipo di ricompensa.

(A stretto contatto con la ricompensa della caccia, lavora il principio della ricompensa variabile… altrettanto potente nel trattenerci costantemente connessi sui social. Ne ho descritto il funzionamento nell’articolo La Guerra per la tua Attenzione parte 2)

Tu ti sei mai accorto di questo meccanismo? Di cosa vai a caccia quando sei online?

Ci si vede Oltre…

Giulio – Risveglio Digitale

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