Internet: tra controllo assoluto e liberazione

Guardiamoci intorno. Siamo tutti connessi. Siamo sempre più nella rete. Non si capisce però se questa rete sia una gabbia, oppure sia un infinito sistema di strade che ci consente di comunicare gli uni con gli altri e di migliorarci la vita a vicenda.

In altre parole: che cos’è internet per l’umanità? Una forma di controllo assoluto oppure una via di liberazione?

Entrambe le cose. Internet ti controlla, ma ti offre anche una strada per la libertà. Com’è possibile?

Partiamo da un presupposto. Viviamo in una realtà relativa e polare, in cui non esiste nulla senza il suo opposto. Basta osservare la Natura: giorno e notte, luce e buio, veglia e sonno, vita e morte. Questa polarità si trova in tutto ciò che esiste e che conosciamo, non solo nella natura.

Per quanto riguarda internet, i due poli sono appunto Controllo e Liberazione. Segui il ragionamento fino alla fine, perché conduce a una domanda che devi farti in prima persona.

Controllo

Ricordiamoci l’origine di internet: è una tecnologia nata in ambito militare. Prima che ognuno di noi avesse un computer in casa e uno smartphone in tasca, le – allora neonate – tecnologie informatiche erano di uso esclusivo di enti militari e governativi.

Non esisteva il PC, cioè il Personal Computer. Il computer era “solo” un computer, cioè una macchina che faceva calcoli, ma non era “personale”: nessuno di noi ne possedeva uno.

Senza scendere nei dettagli… Una volta creato internet, ci si è accorti che era un mezzo con il potenziale per controllare in modo totalizzante gli abitanti del pianeta.

Per essere chiari: tornando indietro di quasi 100 anni, le dittature della prima metà del ‘900 non si potevano neanche sognare una tale capacità di controllo totale. Basti per esempio pensare alle capacità di archiviazione e memorizzazione digitale e confrontarle con quelle dell’epoca.

Quanti milioni di fogli di carta ci vorrebbero per memorizzare ciò che adesso si archivia facilmente su un minuscolo chip? Ai tempi i dati e le informazioni sui cittadini dovevano essere stipate in immensi archivi polverosi.

Il confronto non regge: il controllo di allora, rispetto a quello di oggi, appare ridicolo.

L’unico modo per esercitare il dominio totale reso possibile dalle tecnologie informatiche consiste però nel mettere questi strumenti in mano a più persone possibili, fino a coprire l’intera popolazione mondiale. Il passo successivo è poi fare in modo che le persone diventino disponibili a immettere i propri dati nella rete…

E in un battito di ciglia siamo passati dal personal computer allo smartphone. Dalle email ai social network.

Ogni istante, un flusso infinito di informazioni si muove tra i server e ognuno di noi fornisce i propri dati volontariamente.

Tornando al paragone con le dittature di inizio ‘900… Quello che prima poteva essere ottenuto solo tramite la violenza e la minaccia – informazioni personali riservate ad esempio – adesso viene ceduto col sorriso, cliccando su “accetta e chiudi”.

Si è venuta a creare una situazione un po’ particolare, impensabile fino a qualche decina di anni fa.

Noi: o non ce ne rendiamo conto; o ce ne siamo scordati; o il tutto è stato orchestrato così bene da farlo sembrare qualcosa di “normale” e scontato.

( Su questo argomento leggi anche Manipolazione di Massa: come funziona, come difendersi )

Ma, per capirci, ecco alcuni punti salienti della situazione di cui stiamo parlando, il Controllo:

  • i nostri dati (tutti, o quasi) sono online… non si sa precisamente dove, ma da qualche parte ci sono e qualcuno, se ha le possibilità e/o le capacità tecniche può accedervi (nome e cognome, situazione economica, dati del conto corrente, numero della carta di credito ecc)

  • tra questi dati si trova anche tutta una serie di informazioni da cui è possibile ricavare un nostro profilo psicologico esaustivo; lasciamo tracce del nostro inconscio ogni volta che facciamo qualcosa online

  • siamo costantemente di fronte alle foto/telecamere dei nostri dispositivi, che hanno la possibilità di riprenderci

  • scusa, dimenticavo i microfoni

  • potenzialmente qualcuno potrebbe accedere da remoto alla fotocamera del nostro smartphone e guardarci mentre facciamo smorfie seduti sulla tazza… mentre noi siamo innocentemente convinti di stare cercando l’ispirazione per andare meglio di corpo, scorrendo sulla bacheca del nostro social preferito (ti consiglio di vedere il film e il documentario sulla storia di Edward Snowden)

  • non dimentichiamo un’altra forma di controllo: smartphone e social possono creare dipendenza… ed ogni cosa da cui sei (tossico)dipendente ti controlla, in misura più o meno grande

E sono stato sintetico.

20 giga, 30 giga, 50 giga, giga illimitati!”

Eh bè, ce credo…

Liberazione

Veniamo alle belle notizie. In apertura avevo detto che il web non è solo la più raffinata e completa forma di dominio mai stata creata nella nostra storia (quella ufficiale, almeno).

Infatti, proprio per la natura polare della realtà in cui ci troviamo, una potente forma di controllo può trasformarsi, per opposizione, in una straordinaria via di liberazione.

Per soggiogare nel modo più efficace l’intera popolazione umana e per fare in modo che questa “schiavitù dei dati” fosse accettata volentieri, si sono dovuti creare dei compromessi; primo fra tutti il dover consegnare gli strumenti digitali direttamente nelle nelle mani di ognuno di noi.

E questo ha fatto sì che si creassero condizioni di liberazione altrettanto nuove:

  • L’accesso a fonti di informazioni alternative: su internet si trova tutto e il contrario di tutto… quindi anche tantissime trappole. In ogni caso però, il modo in cui riceviamo le informazioni non è più solo passivo e proveniente da un’unica direzione. Possiamo ricercare informazioni in modo attivo.

  • La possibilità di “smontare” le notizie che provengono dai media tradizionali (giornali, radio, tv) e di raccontare un’altra realtà. Leggi anche Fake News: quello che non ti dicono

  • La creazione di gruppi di persone che possono comunicare a distanza in tempo reale, mettendo in comune informazioni e competenze, fino a creare veri e propri movimenti collettivi più o meno grandi

  • La possibilità di mettere in mostra le proprie competenze e la propria creatività, di esprimere se stessi e arrivare a un pubblico enorme in pochi istanti e con poco denaro.

  • Il poter creare un’attività online, cioè vendere prodotti digitali: in questo modo sempre più persone possono (sviluppando le competenze necessarie) liberarsi dalla ruota del criceto basata sull’equazione tempo=denaro.

E anche qui sono stato sintetico. In generale, oltre alle evidenti comodità pratiche, internet permette a ognuno di noi di crearsi un nuovo sguardo sulla realtà (su vari livelli) e di accedere a nuove possibilità di vita.

Facciamo il punto… di domanda

Ora, scrivendo mi rendo conto che la questione è complessa e se volessimo sviscerarla con mille ragionamenti potremmo non uscirne più. In ogni caso, è una realtà che non può essere arginata. Anzi, l’evoluzione tecnologica continua a progredire in modo esponenziale e non abbiamo certezze su ciò che sarà tra 20 o 30 anni (saremo sostituiti dai robot?).

Il punto su cui voglio riflettere è un altro ed è una domanda. Una domanda che pongo a te, che – non ti invidio – sei arrivato alla fine di questo articolo.

Di tutta questa roba, in questa situazione… che cosa stai facendo?

Stai regalando i tuoi dati a chissà chi, solo in cambio di “comodità” come ordinare la pizza dallo smartphone? Stai rimanendo a guardare da spettatore passivo senza muovere un dito, a parte quello che usi per scrollare la bacheca?

Oppure stai facendo qualcosa per sfruttare l’enorme potenziale di liberazione che il web ci concede?

Stai dormendo? O vuoi svegliarti?

Ci si vede Oltre…

Giulio – Risveglio Digitale

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