Nicolò Govoni – Storie di Risveglio Digitale

nicolò govoniIn questo articolo ti parlo di Nicolò Govoni. Inauguro con lui una nuova sezione del blog: le Storie di Risveglio Digitale.

Cosa sono le Storie di Risveglio Digitale? Semplicemente articoli in cui racconto di persone (o progetti) che sfruttano l’immenso potere del digitale per creare un mondo migliore, ognuno a suo modo ed ognuno nel proprio campo.

Se conosci già Nicolò Govoni, il ragazzo non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Se invece non sai chi sia e cosa faccia, ti faccio una brevissima sintesi.

2013-2019 La storia di Nicolò Govoni

Classe 1993, a vent’anni Nicolò Govoni vive un periodo di crisi, senza prospettive sul futuro. Decide quindi di partire per un’esperienza di volontariato in India. La sua vita cambia e, una volta tornato in Italia, decide di trasferirsi definitivamente in India per lavorare ed insegnare in un orfanotrofio. Grazie alla sua abilità raccoglie fondi per sostenere la propria causa e creare le migliori condizioni possibili per i bambini dell’orfanotrofio.

Pubblica due libri, le cui vendite vanno a sostegno dell’orfanotrofio e nel frattempo lavora anche come giornalista per testate cinesi e giapponesi in lingua inglese.

Si laurea in giornalismo e, dopo 4 anni, lascia l’India e l’orfanotrofio, che sostiene comunque a distanza (a marzo dovrebbe tornarci qualche giorno per la costruzione della biblioteca da lui fortemente voluta).

Lasciare i bambini che ha visto crescere sotto i suoi occhi è quasi una tortura…

…ma Nicolò deve andare avanti.

Lavora prima in Palestina e poi si sposta in Grecia, nel campo profughi di Samos, dove fonda dal nulla Mazì, una scuola per bambini rifugiati dalla guerra che tutt’ora gestisce. Mazì è il suo piccolo grande gioiello e ciò che sta realizzando resterà impresso negli anni.

Nel 2018 Nicolò gira l’Italia nel “Tour della Speranza”, raccontando la sua storia e raccogliendo fondi per le sue Missioni, attraverso la vendita del libro Bianco come Dio e la sua Onlus, Still I Rise.

Il suo progetto attuale si basa sul “Volon-talento”, in opposizione al “volon-turismo”, come spiega nel TedX tenuto a Bologna l’anno scorso (lo trovi su Youtube).

In ogni caso, ti suggerisco di leggere la sua storia direttamente dalle sue parole, dal suo sito o acquistando il suo libro.

Nicolò Govoni è il perfetto esempio di ciò che intendo per Risveglio Digitale

E’ partito con un sogno: cambiare il mondo. Per realizzare la sua Missione, sfrutta la potenza dei social network ma anche, ad esempio, di Amazon.

Ho infatti individuato 3 punti fondamentali del percorso di Nicolò Govoni attraverso l’uso del digitale. Vediamoli subito.

1) L’autopubblicazione – in eBook – di Bianco come Dio

Nel 2017, in un momento di difficoltà e con fondi insufficienti per la sua Missione nell’orfanotrofio in India, Nicolò decide di auto-pubblicare su Amazon il suo secondo libro, Bianco Come Dio, al prezzo minimo di 2,99 euro. E’ un tentativo disperato, quasi al fotofinish (per iscrivere cinque ragazzi all’università), ma…

…”Pubblicato solo in eBook e distribuito online, Bianco Come Dio diventa un caso editoriale che conta oggi quasi 10.000 lettori.

Bum. Prendi un ragazzo dal cuore gigante, talentuoso nel raccontare storie di umana difficoltà, dagli la possibilità di auto-pubblicare un libro in formato digitale… e il ragazzo trova i fondi per tenere in vita l’orfanotrofio e mandare cinque ragazzi all’università.

Come ha fatto?

Ha usato Amazon, appunto.

Lo amiamo, lo odiamo, è un colosso contraddittorio e con non pochi punti d’ombra… Poco importa. Esiste, è un mezzo, una strada da percorrere. Nicolò ne sfrutta le possibilità (l’auto-pubblicazione in e-Book e la potenza di Amazon stessa) per concretizzare qualcosa di grande. In due parole, Risveglio Digitale.

2) Raccolta fondi

Dicevamo, Bianco Come Dio. Nel 2018 il libro viene pubblicato – finalmente in cartaceo – da Rizzoli e Nicolò fa il definitivo salto di qualità agli occhi del grande pubblico (ad ottobre è in cima ai bestseller di Amazon Italia).

Ma non è questa la cosa più straordinaria. Proprio grazie a quel libro nato solo in ebook, un lettore anonimo decide di finanziare per un anno intero la scuola di Mazì.

Miracolosamente vero.

Grazie ai libri che ha scritto, Nicolò è quindi riuscito a raccogliere i fondi necessari per le sue Missioni. Ma non si è fermato lì, ci ha messo la faccia e ha usato i social per ottenere ancora più risorse per l’orfanotrofio in India e la scuola a Samos, attraverso la sua Onlus Still I Rise.

Nicolò ha sfruttato l’enorme esposizione che si è creato sapientemente su Facebook ed il passaparola online ha fatto il resto… senza dimenticare che i pagamenti digitali sono rapidissimi e straordinariamente comodi (vedi alla voce nicolò govoni 2Paypal).

In altre parole, nella storia dell’umanità non è mai stato così facile e immediato fare beneficienza.

Inoltre, per la scuola di Mazì aveva bisogno di materiale, non solo di denaro. Ha quindi creato una lista della spesa su Amazon, rendendola visibile ai suoi fan e chiedendo loro di acquistare quel materiale da donare alla scuola.

Amazon, ancora una volta. 

3) Testimonianza social

Nicolò Govoni non cavalca l’onda dei social solo per raccogliere fondi, anzi in primissimo luogo lo fa per un altro motivo: testimoniare. Dare l’esempio; sensibilizzare. E lo fa mettendoci la faccia e raccontando quello che vede e che vive, grazie alla sua scrittura diretta, educata ed esperta nonostante i soli 26 anni.

Vatti a vedere la sua pagina Facebook. Trasmette una forza straordinaria. Con i suoi scritti, la sua voglia, la sua energia, riesce a farci sperare che tutto sia possibile. Che un mondo migliore possa essere realtà. E lo fa con il suo esempio quotidiano, attraverso degli occhi da bambino dietro cui si cela una potenza sovra-umana.

Ulteriore dettaglio non da poco. I social gli sono serviti anche da base e da rampa di lancio per acquisire contatti, sia di giornalisti, italiani e non (che hanno raccontato del campo profughi di Samos), sia di collaboratori e di volontari per Still I Rise.

Ma se Nicolò fosse nato 40 anni prima…

…cosa sarebbe accaduto?

Sarebbe potuto partire e fare volontariato anche senza il supporto dei social e di Amazon… ma siamo sicuri che sarebbe riuscito a ottenere così tante donazioni per costruire la sua scuola per bambini rifugiati? Siamo sicuri che avrebbe potuto dare voce a chi non ce l’ha, con tutta questa forza, e a fare arrivare il suo messaggio a milioni di persone?

No, secondo meno non ce l’avrebbe fatta. Semplicemente perché non avrebbe potuto. O almeno non con questo straordinario impatto quotidiano (su Facebook conta più di 250.000 fan) e soprattutto non con questa rapidità.

Invece, siamo fortunati. Nicolò è nato nel ’93 e ora siamo nel 2019, e abbiamo a nostra disposizione questi incredibili mezzi.

E’ per questo che il Risveglio Digitale è urgente. Nicolò ne è una prova. Non possiamo continuare a sprecare questa enorme possibilità. Non possiamo continuare a cazzeggiare sui social, se poi quegli stessi strumenti hanno questo immenso potere.

La cosa tragicomica è che gli strumenti usati da Nicolò sono gli stessi con cui altri insultano, deridono, spargono odio e violenza…

o con cui, più innocentemente, tutti noi cazzeggiamo un tot al giorno, chi più chi meno. Ma a questo punto, visto lo straordinario potenziale di questi mezzi, è davvero così innocente usarli solamente per ammazzare il tempo? Non è forse un piccolo delitto quotidiano? E’ solo una provocazione su cui riflettere insieme.

nicolò govoni 1

Nicolò Govoni, un giovane ragazzo italiano precario

C’è un ultimo punto su cui voglio soffermarmi, nella storia di Nicolò.

In un periodo storico in cui ci riempiono la testa con la retorica sui “gggggiovani” italiani che sono destinati a un lavoro precario, che non hanno un futuro, che sono la prima generazione più povera della generazione precedente, che bla bla bla…

Un esempio come lui fa la differenza.

Uno come Nicolò dimostra che non conta nulla quello che raccontano nei telegiornali e nei salotti in tv. E la vertiginosa esposizione garantita dai social network è in questo senso fondamentale. Grazie ai social, un ragazzo come Nicolò può fare la voce grossa e raccontare quello che altri non raccontano. Può dare una visione della realtà e della vita diversa da quello che la tv ci vomita nel cervello tutti i giorni.

Insomma.

Non contano nulla le chiacchiere e le lamentele da bar (e da social), o la retorica televisiva.

Secondo te a uno come Nicolò glien’è fregato qualcosa della “crisi”? Del lavoro precario?

Secondo me, no. Ha agito, ha deciso di andare dritto dove la sua anima lo ha indirizzato… senza farsi influenzare da chi gli diceva “ma cosa fai, è impossibile, sei un visionario…”

Anzi, ti dirò di più. La cosa divertente è che Nicolò Govoni è precario per definizione. Non ha un contratto a tempo indeterminato, non ha sicurezze né certezze economiche. Si basa sulla sua Visione e sulla sua abilità nel divulgarla.

Eppure, da precario… 6 anni dopo la sua partenza, “qualcosina” lo ha realizzato.

Eppure

Eppure quanti ragazzi sono ingabbiati in queste ululanti frasi fatte che si sentono ripetere da tutti gli angoli? Quanti sono persi, non hanno idea di cosa fare della loro vita… e hanno intorno adulti che ne sanno meno di loro?

E pensare che, anche grazie agli straordinari strumenti tecnologici, ognuno di noi può concretizzare qualcosa di grande, seppur iniziando a piccoli passi, così come ha fatto Nicolò.

E poi in ogni caso, al di là dei luoghi comuni che si sentono in tv… siamo noi “gggiovani” (mi rivolgo in particolare agli under 30) a doverci dare una svegliata.

Ora, non intendo che dobbiamo tutti partire per fare volontariato dall’altra parte del mondo, ma ognuno di noi ha dentro qualcosa da donare al mondo per renderlo un posto migliore, una briciola al giorno.

Siamo noi a dover scavare al nostro interno per scoprire cosa siamo venuti a fare su questo pianeta e poi concretizzarlo, sfruttando anche l’immenso potere che ci dà il digitale.

Smettiamo di cazzeggiare. Scopriamo la nostra strada. Seguiamola e seguiamo Nicolò. Cambiamo il mondo un pezzo alla volta.

Cinque anni fa ho detto no.

No a una vita che non mi appartiene. No a ciò che la gente si aspetta che faccia, no ad accontentarmi del poco che la società è disposta a concedermi. Cinque anni fa ho detto sì. Sì a una vita colma di significato, sì alle mie aspirazioni, alle mie ambizioni, e ai miei sogni, tutti quanti. Sì al Cambiamento.

Negli ultimi 5 anni sono passato dall’essere un ragazzo arrendevole a cambiare completamente la vita di oltre 100 bambini in difficoltà, dando loro una vera, concreta, equa possibilità. Ora potremo farlo per migliaia.

E sì, forse non avrò guadagnato granché negli ultimi 5 anni, ma se ho saputo risparmiare dolore ad altri esseri umani, allora mi considero un uomo decisamente ricco. Celebrare la vita, dopotutto, è farne il miglior uso possibile. Ce l’abbiamo fatta!”

Ci si vede Oltre…

Giulio – Risveglio Digitale

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Acquistando il libro di Nicolò Govoni, Bianco come Dio, contribuisci alla realizzazione delle sue Missioni.

Bianco come Dio
Nicolò Govoni
Una persona alla volta, un sorriso alla volta. E’ così che si cambia il mondo

Puoi anche donare direttamente alla sua Onlus Still I Rise.

Questo il link per donare materiale alla sua scuola.