Parlare con se stessi in modo positivo – 2 passi essenziali, l’errore peggiore

parlare con se stessiParlare con se stessi…

…lo facciamo tutti, anche chi non se ne rende conto. Ognuno di noi ha un continuo dialogo tra sé e sé, con la differenza che alcuni tendono a parlare con se stessi ad alta voce mentre altri trattengono tutto all’interno.

Ma ciò che fa davvero la differenza è la capacità di dirigere e “scegliere” questo continuo comunicare con se stessi. In questo articolo vediamo quali sono i 2 passi essenziali per parlare con se stessi in modo positivo ed efficace, ma anche l’errore peggiore che possiamo fare.

Che tipo di persona vedi quando ti guardi allo specchio?

Quali parole ti dici? Quale storia ti racconti?

Che emozioni sorgono dentro di te? Cosa dice la pancia al cervello?

Imparare a comunicare al meglio con se stessi è importantissimo. Anzi, parlare con se stessi in modo positivo ed efficace è una delle abilità fondamentali per una vita serena e di successo. Il problema è che sono pochissimi a prendere in mano la situazione. Solo poche persone decidono consapevolmente di “guidare” il dialogo interiore e le proprie sensazioni. La stragrande maggioranza è invece totalmente alla mercé di pensieri casuali ed emozioni automatiche, di cui spesso non si rende neanche conto.

Leggi anche (Dialogo interiore, come gestirlo? Esercizio di Consapevolezza)

Vediamo subito i due passi da compiere per imparare a comunicare con se stessi in modo efficace e positivo.

1)Consapevolezza: osservarsi e ascoltarsi, per conoscersi

La prima cosa da fare (e che bisogna sempre continuare a fare) è quella di diventare osservatori e ascoltatori di noi stessi. Il motivo è semplice, tanto semplice quanto difficile da mandare giù. Noi crediamo di conoscerci, ma non ci conosciamo affatto. Il 90% di ciò che si agita al nostro interno, di cui poi vediamo gli effetti nel mondo esterno, ci è sconosciuto: è subconscio.

Il punto è che senza conoscere ciò che dobbiamo guidare… non possiamo fare granché.

Si tratta quindi di ascoltare quali parole ci diciamo internamente; quella voce in testa parla di continuo. Fai attenzione al tono. E’ gentile, aggressivo, pacato, accusatorio, vittimistico, euforico? A seconda della situazione ci parliamo in modo diverso, quindi dobbiamo diventare abili nell’osservare come si muove il dialogo interiore in ogni circostanza. Dobbiamo essere vigili e attenti, per “sgamare” la puzza di bruciato di alcuni pensieri ricorrenti che ci tormentano.

Ricordati però di non giudicare quella voce; non giudicare i pensieri che arrivano. Giudicarli è l’errore peggiore che tu possa fare. Osservali da una distanza di sicurezza, crea cioè uno spazio tra te che osservi e i pensieri stessi. Ascoltali senza dargli peso. Il tuo obiettivo è acquisire più consapevolezza possibile su come ti parli e cosa ti dici, ma per ora non devi modificare nulla.

Osservare la propria fisiologia

Anche il modo di vivere e percepire il corpo, dentro e fuori, è un modo di parlare con se stessi. Infatti con movimenti, posture ed espressioni, comunichiamo precise informazioni al nostro sistema nervoso.

Se potessimo vederci dall’esterno… cosa potremmo scoprire?

Quale postura abbiamo in questo esatto momento? La schiena è dritta o curva? Le spalle sono rigide? Quando camminiamo, siamo ben eretti o siamo ripiegati su noi stessi? I muscoli del viso sono tesi o rilassati?

Scommetto che ti sei appena dato una sistematina, perché ti sei accorto che inconsciamente avevi una certa postura, probabilmente non quella ideale. E’ proprio questo il trucco: accorgersi dei propri automatismi grazie all’auto-osservazione costante, ci porta poi a fare le giuste “correzioni” in modo spontaneo. L’auto-correzione è infatti il secondo passaggio della comunicazione con se stessi, che vedremo tra poco.

Intanto continuiamo a osservarci ed ascoltarci. Non dimentichiamo di indagare anche le sensazioni interiori e le emozioni…

Entriamo adesso dentro il corpo, immergiamoci. Cosa proviamo? Cosa si cela dietro pelle, muscoli e ossa? C’è pace, c’è calma? Oppure tremore, inquietudine, durezza…? Conoscere sensazioni ed emozioni spiacevoli è per molti la parte più difficile, ma è essenziale per poi lasciare spazio a qualcosa di nuovo e positivo.

Dunque abbiamo visto che, per comunicare nel modo migliore possibile con se stessi, la prima cosa da fare è osservarsi a 360 gradi, per conoscersi sempre di più.

E se ti stavi illudendo di conoscerti già in tutto e per tutto… inizia a essere l’osservatore/ascoltatore di te stesso. Ti accorgerai che ti sbagliavi di grosso.

(Leggi anche la serie sul Risveglio… Sei Davvero Vivo?)

parlare con se stessi 1

2 Auto-correzione: modificare il parlare con se stessi e la comunicazione interiore

La seconda cosa da fare è l’ovvia conseguenza dell’osservazione e dell’ascolto di sé. Man mano che ci conosciamo, diventiamo sempre più capaci di dare una direzione chiara alla comunicazione con noi stessi. L’auto-osservazione si trasforma in un’auto-correzione.

Prima di procedere però, ribadisco un passaggio essenziale. Ti metto in guardia sull’errore peggiore da fare in questo processo, in cui tutti rischiamo di cadere.

Non devi giudicare ciò che vedi e senti, altrimenti inizierai una guerra contro pensieri ed emozioni… una guerra persa in partenza.

Si tratta piuttosto di giocare d’astuzia. Il dialogo interiore, quella voce che continua a parlare, va osservata da una prospettiva nuova, esterna, che non è emotivamente coinvolta da ciò che ascolta. Come dicevo, i pensieri non vanno combattuti. Vanno visti, ascoltati, bisogna dargli il permesso di esistere… per poi lasciarli scivolare via come acqua, e farli sfumare nell’aria senza dar loro peso.

Come dice Eckhart Tolle ne Il Potere di Adesso, si tratta di “osservare la parte di te che pensa” in modo neutrale, come dall’esterno… “

Ascolta la voce nella tua testa, sii presente come testimone. Ascoltala con imparzialità, non giudicarla. Non esprimere giudizi o condanne per ciò che senti, perché farlo significherebbe dar rientrare quella voce dalla porta di servizio. Realizzerai presto come fare: lì c’è la voce, e qui l‘Io Sono’ in ascolto, in osservazione.”

Vediamo subito un esempio di auto-correzione: se ascoltando il tuo dialogo interiore ti accorgi che spesso usi parole e toni di rimprovero verso te stesso (“non ne combini mai una giusta” ; “anche questa volta non ce l’hai fatta”…), potrai gradualmente lasciare sfumare questi pensieri e sostituirli con un dialogo positivo. Potrai decidere consapevolmente di congratularti con te stesso quando ottieni dei risultati, quando metti il massimo impegno in ciò che fai e così via. All’inizio potrà suonarti strano, ma da subito percepirai i benefici di questa nuova comunicazione “tra te e te”.

Per il corpo vale la stessa identica cosa

Ti osservi dall’esterno e ti accorgi che tendi a stare automaticamente in una certa posizione, magari con le spalle rigide e chiuse… una posizione che ti toglie energia e ti mantiene in uno stato emotivo stagnante e negativo. Una volta che ti sei reso conto del meccanismo, hai il potere di rilassare le spalle, raddrizzare la schiena e sentirti più vivo e sicuro di te stesso.

Modificare la propria fisiologia può fare miracoli. Infatti a certe posizioni del corpo corrispondono quasi nell’immediato certi stati psico-emotivi. Non ci credi? Prova allora a sentirti triste o arrabbiato mentre salti con le braccia alzate! Posture e movimenti diversi comunicano informazioni diverse al cervello, che di conseguenza rilascia sostanze e ormoni differenti nel corpo.

Tutto ciò funziona anche per il viso. Osservandoti ti rendi conto che tendi inconsciamente ad assumere una certa espressione: magari tieni la fronte corrugata e i denti serrati. Quando ne hai preso coscienza puoi dirigere i muscoli facciali e comunicare a te stesso una sensazione di serenità. Come? Rilassa fronte e mascella e accenna un leggero sorriso. Sentirai subito un cambiamento nel tuo stato d’animo.

parlare con se stessi 2

Anche questo ti potrà apparire strano…

… sorridere senza un’apparente motivo… potresti quasi non sentirti “te stesso”.

Ma questo solo perché siamo esseri abitudinari. Siamo abituati a parlarci in un certo modo, a vederci così e non cosà, a usare il corpo in automatico senza consapevolezza e senza farci domande. Non siamo invece abituati a a dirci cose che non ci siamo mai detti, a muoverci in un modo nuovo, a sorridere senza motivo e a provare sensazioni interiori diverse. Questo causa quella sensazione di stranezza e confusione che nasce quando modifichiamo la nostra comunicazione interiore.

In fin dei conti si tratta “solo” di uscire dagli schemi che conosciamo e di sperimentare nuove armonie interiori, nuovi modi di essere.

Che poi, in fondo, se comunicando al tuo interno in modo nuovo senti di non essere “te stesso”, allora chiediti…

… ma “te stesso”…

Chi?

Ci si vede Oltre…

Giulio

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