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problemi di distrazione

Problemi di distrazione? Risolvili alla radice

Come risolvere i problemi di distrazione? Come riuscire a rimanere concentrati su ciò che si fa, senza perdere la rotta?

Immagino tu abbia in mente domande di questo tipo.

Preferisci il video?

Conosco molto bene la distrazione. Cara vecchia amica…

Quante volte mi è capitato in passato (e, a volte, anche adesso) di perdere il filo di ciò che stavo facendo per correre dietro a una distrazione.

Hai presente no? Sei lì che stai studiando, stai lavorando, stai scrivendo, hai bisogno di essere sul pezzo, concentrato, hai bisogno di focus… ma:

“dai 5 minuti su Facebook”

“dai, un’occhiata veloce su Instagram poi ricomincio”

“una mail! Fammi controllare, potrebbe essere…”

La distrazione appare come qualcosa di innocente… ma può essere in realtà una nemica difficile da sconfiggere. In più i problemi di distrazione hanno conseguenze negative sia sul breve che sul lungo termine.

Ci sono tantissimi accorgimenti pratici che puoi sfruttare per limitare la tua distrazione “esterna”. Come ad esempio bloccare le notifiche push o altri.

(leggi anche Come aumentare la concentrazione nell’era della distrazione)

Questi accorgimenti possono essere molto utili, ma nella gran parte dei casi non sono risolutivi.

Per risolvere i problemi di distrazione, bisogna estirparne le radici. Bisogna andare all’origine.

Problemi di distrazione: andiamo all’origine

Eccoci qui allora. Qual è l’origine di ogni distrazione? Dove è essenziale “agire” per superare i problemi di distrazione?

Inizio con una frase che potrà sembrarti strana.

Tu NON sei la tua distrazione.

Che cosa intendo? Lasciami spiegare.

L’origine del problema distrazione è l’essere identificati con la distrazione stessa.

Mi spiego subito con un esempio.

Ti ho parlato prima del classico “dai, solo una scrollatina su Youtube di 5 minuti, poi ricomincio…”

  • Da dove arriva questo pensiero?
  • Chi sta pensando?
  • Hai scelto tu questo pensiero… o è arrivato da solo?

Scusa per le 3 domande a raffica ma sono necessarie per toccare il punto chiave.

Noi siamo convinti di essere quella voce che parla in testa di continuo. Che commenta tutto, che giudica, che canticchia sotto la doccia… che ci dice che è il caso di prendere lo smartphone in mano.

Ma tu NON sei quella voce.

Finché credi di essere quella voce, è ovvio che la seguirai quando ti tenta con una distrazione.

O al massimo, inizierà un conflitto tra quel pensiero ed un altro pensiero ancora che dice “no dai, devo continuare a lavorare”. E ti sforzerai di seguire questo pensiero “angioletto” piuttosto che il diavoletto tentatore della distrazione. Utilizzando un’enorme quantitativo di energia per resistere, quando va bene. E cedendo invece al diavoletto tentatore, quando va male.

Ti suona familiare?

Te lo ripeto. Tu non sei la tua distrazione. Non sei quella voce che ti dice che è urgente rispondere alla mail adesso, o che è il caso di vedere se qualcuno ti ha scritto su Whatsapp.

Bè ma allora… di chi è quella voce?

Stiamo toccando un punto dolente… perché di solito tutti siamo convinti di essere quella voce.

Ma quella voce NON è tua. E’ la voce della tua mente. Una mente che, per sua natura, produce continuamente pensieri.

E tu non sei la tua mente. Tu sei la Coscienza che usa quella mente, come uno strumento. Come una mano che usa un martello. Tu sei la mano, la mente è il martello.

NON sei “colui che pensa”. Tu sei l’Osservatore di colui che pensa.

problemi di distrazione 1

Tu sei la Coscienza che può osservare quella voce, quei pensieri di distrazione, così come puoi osservare un’auto che ti passa davanti. Se la puoi osservare è perché non sei quell’auto. Non sei quella voce.

Torniamo quindi alla distrazione. Se tu non sei quella voce, se non sei tu a pensare “dai, 5 minuti su Youtube”… che cosa accade?

In fin dei conti, è solo un pensiero. Un pensiero che non hai scelto. Un pensiero che, semplicemente, è arrivato nella tua mente.

Tu puoi osservare quel pensiero, puoi distaccarti. Puoi renderti conto che NON sei quella voce…

… e una volta che ti rendi conto di questo… la distrazione quasi scompare da sola.

Finché sei convinto di essere quella voce, quel pensiero, è quasi certo che, prima o dopo, cederai. Entrerai su Youtube, leggerai la mail, scrollerai Instagram.

Ma se riesci, anche solo per un istante, a prendere le distanze dai tuoi pensieri di distrazione… allora puoi scegliere davvero.

Puoi scegliere se seguire la distrazione, per poi subirne gli effetti negativi…

… puoi scegliere di oppure se riconoscerla per quel che è, cioè un pensiero automatico come tanti altri. A quel punto puoi decidere di lasciarlo andare e continuare a lavorare. Oppure se hai bisogno di una pausa, ma ti rendi conto che la tua mente ti suggerisce una pausa non ottimale, fai una pausa sana, al riparo dalle distrazioni social che ti rubano tempo ed energia mentale.

Risolvere i problemi di distrazione alla radice: riepilogo

  • Problemi di distrazione —> hai bisogno di concentrazione ma arriva un pensiero “dai ora faccio una pausa, solo 5 minuti su Youtube” ; bisogna agire all’origine per risolvere il problema distrazione

  • Le tecniche “esterne” (es. silenziare le notifiche o altro) sono utili, ma non risolutive.

  • Tu NON sei la tua distrazione: tu NON sei quel pensiero, quella voce in testa che parla di continuo.

  • Sei la Coscienza. Tu puoi osservare quei pensieri di distrazione. Puoi prenderne le distanze, puoi smettere di crederci.

  • Quando osservi la distrazione “da fuori”, sei libero di scegliere.

  • Scegli la cosa migliore: NON seguire il pensiero-distrazione. Continua a lavorare/studiare/altro; oppure fai una pausa “sana”.

Ci si vede Oltre…

Giulio – Risveglio Digitale

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