Quando è stata l’ultima volta in cui sei stato fermo a far nulla?

Piero Manzoni, Achrome

Quando è stata l’ultima volta in cui non hai fatto niente? In cui sei rimasto fermo, seduto o sdraiato, senza compiere nessuna attività, senza smartphone, senza musica, senza televisione, senza parlare con nessuno, senza mangiare qualcosa, senza fumare una sigaretta…?

Quando è stata l’ultima volta in cui sei stato capace di sederti su una panchina, anche solo per 5 minuti, senza fare niente di niente, restando solo con te stesso? In cui sei stato capace di osservare il mondo intorno a te nel totale silenzio?

Non siamo più capaci di vivere il Nulla. E questo è un grosso problema. Per carità, non è un invito alla pigrizia e al poltrire sul divano, tutt’altro.

Ti sto solo chiedendo di riflettere sulle domande che ti ho posto poco sopra.

In altre parole, quando è stata l’ultima volta che ti sei dato il diritto di annoiarti?

Cerco di spiegarmi meglio.

Conosci la storiella Zen – un koan – della tazza di tè?

Si racconta che un filosofo si recò da un maestro buddhista, per farsi spiegare lo Zen.

Il maestro buddhista lo invitò dunque a sedersi per bere insieme una tazza di tè. A quel punto il maestro cominciò a versare il tè nella tazza del filosofo, senza fermarsi una volta che la tazza era piena… fino al punto da far fuoriuscire il tè.

A quel punto il filosofo esclamo “Fermo! Non vedi che la tazza è già piena?”

Il maestro gli rispose “Questa tazza è come la tua mente… Come posso insegnarti cos’è lo Zen, se la tua mente è così piena da non poter fare spazio ad altro?”

E’ un po’ quello che succede a tutti noi. In generale, siamo troppo presi dalle nostre opinioni, dai nostri giudizi, dalla nostra visione delle cose, tanto da non sapere accogliere e far spazio a punti di vista differenti.

In questo caso però, mi riferisco a qualcosa di un po’ più specifico. Proprio perché non sappiamo più vivere il Nulla e siamo sempre in cerca di qualcosa di esterno con cui riempire la nostra vita, il nostro tempo e la nostra mente… non lasciamo lo spazio per far emergere qualcosa dal nostro interno.

Ingurgitiamo grasse quantità di intrattenimento, informazioni, contenuti vari… Senza riuscire ad ascoltare mai cosa si muove dentro di noi. Anche quando siamo fermi con il corpo, la nostra mente è sempre inquieta. E la nostra tazza è sempre piena.

Lo smartphone in particolare, si è collocato su quella linea sottile che divide la noia dalla paura. Al punto tale da fagocitare ogni singolo istante di Nulla che ci si presenta.

In questi tempi così veloci, ogni istante di Nulla è un grande regalo. Dovremmo buttarci nel Nulla ogni volta che si crea la possibilità di stare fermi per qualche minuto. E invece no.

vediamo se mi ha risposto su whatsapp… vediamo quanti like ha preso il mio ultimo post…vediamo cosa c’è in televisione…”

Così facendo ci togliamo la possibilità di scoprire cosa emerge dalle nostre profondità perché la tappiamo subito con ingenti dosi di Qualcosa: informazioni, conversazioni, gratificazioni, intrattenimento, immagini.

Ci dimentichiamo poi che c’è tutto un mondo intorno a noi da esplorare. Un’infinità di luci, colori, ombre, suoni, lievi movimenti, sottili sensazioni.

Diamo questo infinito così tanto per scontato che è diventato normale vivere con il paraocchi. Uno stato di perenne anestesia pervade le nostre giornate e la nostra percezione.

Si è appena posata una cimice sul tavolo, mentre sto scrivendo

Siamo capaci di rimanere fermi, in silenzio, e osservare un piccolo e insetto che si muove a pochi centimetri da noi? Riusciamo a contemplare una semplice cimice che si sfrega le zampette e che fa ombra su un foglio di carta? Siamo in grado di far poggiare l’insetto sulla nostra mano e sentire la delicatezza con cui muove ogni singolo passo sulla nostra pelle?

No, che dico… probabilmente abbiamo cose più importanti da fare. E la Vita scorre via, una cosa importante dietro l’altra.

Bisogna fermarsi, ogni tanto. E non fare Nulla. Dobbiamo smettere di riempirci la testa di informazioni dall’esterno ogni volta che il Vuoto ci fa visita. Altrimenti diventa impossibile fare nascere qualcosa dall’interno.

Riesci a stare solo con te stesso senza scappare?

Che poi, scappare… come puoi scappare da te stesso? Non ti rendi conto che stai facendo il giro dell’oca?

Fermati completamente, nel Vuoto, nel Nulla, anche solo per 5 minuti… fatti questo regalo, se ne hai il coraggio. Concedersi il lusso di attraversare il Nulla è un atto eroico.

Buona Ri-scoperta.

Ci si vede Oltre… che intanto la cimice è ancora lì che gira.

Giulio

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