Rincorrere la felicità ti sta rovinando la vita

Veniamo educati a comportarci da schiavi sorridenti, a inseguire una felicità inesistente. Questa rincorsa alla felicità ti sta rovinando la vita.

In che senso? Lascia che mi spieghi.

Dentro di noi esiste una spinta, un motore, un impulso a riempire quel vuoto esistenziale che ci accompagna. Basta osservare se stessi con sufficiente onestà per accorgersene. All’interno di ognuno di noi c’è un tremendo abisso… che vuole essere colmato.

Come fare? La pienezza che cerchiamo può essere trovata solo nelle virtù: Amore, Saggezza, Consapevolezza, Presenza alla vita, capacità di percepire la Bellezza che ci circonda. Bisogna quindi allenarsi a sviluppare e coltivare queste virtù.

Il problema sorge nel momento in cui, in quest’epoca materialista, tentiamo di riempire il nostro vuoto interiore facendo indigestione di illusioni. Sai benissimo quali sono: avere più soldi, la macchina nuova, un nuovo partner, un nuovo lavoro, il nuovo smartphone (a rate mi raccomando), nuove “esperienze”…

Una delle più grandi illusioni, che ci lega mani e piedi, è l’obbligo alla felicità (leggi anche Come essere felici…oppure no).

Devi stare sempre bene, non devi provare emozioni negative, devi pensare positivo, essere sempre sorridente, sempre pacifico, sempre attivo, estroverso, devi fare vedere che vai a ballare, che vai in vacanza e ti diverti come un matto.

Se non sei così e non ti comporti in questo modo non vai bene, dunque esistono pillole, integratori, guru della – fasulla – felicità.

Perché questa illusione ci sta distruggendo? Proprio perché è un’illusione! E’ una menzogna, che cancella un lato della realtà, quella parte oscura che però rimane lì, nell’ombra, dove può trovare nutrimento.

Tutti sorridenti sui social network ma morti dentro, in una terribile omologazione di massa in cui ci si crede liberi solo perché si ama la propria schiavitù.

Mi ricorda la distopia narrata ne Il Mondo Nuovo” di Aldous Huxley, in cui esiste un antidepressivo universale, il soma. Appena stai male, un paio di grammi e passa tutto.

E tu non desideri essere libera, Lenina?”

Non so cosa vuoi dire. Io sono libera. Libera di vivere una vita meravigliosa. Tutti ora sono felici.”

Lui rise.

“Si, ‘tutti ora sono felici’. Cominciamo con l’insegnarlo ai bambini di cinque anni. Ma non vorresti essere libera, felice in un’altra maniera, Lenina? Nella tua maniera, per esempio; non nella maniera di tutti gli altri.”

Qual è il tuo soma? Che cosa usi per scappare al vuoto che senti dentro?

Ci sono 3 motivi essenziali per cui rincorrere la felicità ti sta rovinando la vita.

1) Posticipare la tua felicità nel futuro…

…cioè appunto rincorrerla, come se fosse qualcosa che si trova da qualche parte là fuori e che prima o poi raggiungerai. In realtà il futuro non esiste, esistono solo pensieri e ipotesi su un qualcosa che ancora non è accaduto e potrebbe non accadere mai. Se affidi la tua felicità al futuro, che appunto non esiste, come può allora esistere questa felicità?

Questa rincorsa assomiglia più a una forma di dipendenza. Ogni tanto ci concediamo delle dosi di felicità sottoforma di surrogati (principalmente oggetti) e dopo qualche minuto, ora, giorno, ne abbiamo bisogno ancora. Questa forma di dipendenza (che nasce dal nostro vuoto interiore) è il motore principale della società consumistica.

La felicità comunemente intesa altro non è se non lo spegnimento continuo di una sete indotta artificialmente, da noi stessi, attraverso il credere che ci sia qualcosa là fuori che ci renderà eternamente felici.”

Andrea Panatta, Istruzioni per Maghi Erranti

Nel paradigma del consumismo, devi essere un consumatore felice e soddisfatto, ma non devi mai esserlo in modo definitivo… altrimenti non compreresti più. E la ruota (del criceto) continua a girare.

2) Scambiare la Felicità reale per la felicità illusoria

Spesso la felicità che ci si immagina nel pensiero comune è un’emozione forte, una sorta di eccitazione continua, magari un po’ ingenua e superficiale. Risate, un po’ di casino, un po’ di festa… dai ci siamo capiti, quella roba da spot pubblicitario (“…so happy togetheeeeeer…”)

Il limite di questa “felicità” è che poi la festa finisce. Nel senso che questa felicità è strettamente legata al suo polo opposto: una tristezza, un vuoto a cui cerchiamo costantemente di scappare in ogni modo possibile (ad esempio sprofondando dentro lo smartphone ogni volta che si presenta).

La Felicità reale e duratura, è più che altro uno stato di pace, serenità, rilassatezza, libertà dalle preoccupazioni. Tutto questo senza bisogno di scappare. Cioè senza che sia necessario per forza stare sui social, accendere la tv, ascoltare della musica, leggere qualcosa…

Non intendo che non si debba fare, ma intendo che la reale Felicità rimane anche quando la musica finisce… o quando a finire sono i giga. E’ un qualcosa capace di accogliere in sé anche emozioni cosiddette “negative”, come quel vuoto di cui parlavo prima.

Dunque chiediamoci, quale felicità stiamo cercando? Ci stiamo obbligando a seguire un modello di felicità illusorio, imposto dall’esterno, preconfezionato?

3) Scambiare la propria felicità per quella altrui

Cosa credi possa renderti felice? Sei sicuro che quando otterrai quel qualcosa sarai felice?

Adesso ti chiedo… Credere che quel qualcosa ti renderà felice è una tua idea o ti è stata messa in testa da qualcun altro? Dalla famiglia, dalla televisione, dagli amici…

Chi ti ha detto che hai proprio bisogno di quel qualcosa per essere felice? Non è che forse stai rincorrendo il sogno di qualcun altro? Mi auguro per te di no.

Riflettiamo con cura su ciò che crediamo nostro, soprattutto quando si tratta dei pensieri che ci ronzano in testa.

Potremmo accorgerci di star rincorrendo un fantasma, invece della Felicità.

Ci si vede Oltre…

Giulio

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In questo articolo ho citato:

Il Mondo Nuovo / Ritorno al Mondo Nuovo

Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

Istruzioni per Maghi Erranti
Il piccolo libro della centratura

Voto medio su 15 recensioni: Da non perdere

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