Salvatore Brizzi – Cosa pensiamo quando votiamo?

Riporto di seguito un estratto da La Rinascita Italica, di Salvatore Brizzi. In occasione delle elezioni europee, chiediamoci come votiamo… Buona lettura.

Cosa pensiamo quando andiamo a votare? Con quale qualità lo facciamo?

In quale stato di coscienza ci troviamo mentre ci accingiamo a compiere lo “scellerato” gesto?

DI norma votiamo nell’infantile speranza che venga eletto qualcuno capace di contribuire a migliorare le nostre condizioni materiali. Succede allora, per via d’uno strano fenomeno detto “Legge di Risonanza”, che vengano elette persone preoccupate unicamente di migliorare le proprie condizioni materiali, ossia persone che entrano “in risonanza” con le masse che le hanno votate, che esprimono il loro stesso livello qualitativo e che fanno loro da “specchio”.

Se invece, per assurdo, ci recassimo a votare esprimendo amore per la nostra nazione e l’intento di migliorare le condizioni dell’umanità, senza preoccuparci dello stipendio o delle tasse troppo alte da pagare, allora avremmo comunque un governo formato da persone che ci rispecchiano… ma in questo caso sarebbero individui che amano sinceramente il proprio popolo e sono sensibili ai problemi del globo terrestre.

Chi ci governa ci rispecchia.

Se votiamo per ragioni egoistiche saremo governati da individui egoisti. Paradossalmente, se andiamo a votare in maniera altruistica, senza alcuna preoccupazione per la nostra situazione personale o per quella della nostra classe sociale o del nostro partito, saremo governati da qualcuno che non sarà preoccupato per la sua situazione personale o per quella del suo partito… e si prenderà cura di noi anziché dei suoi interessi personali.

[…]

Se ogni cittadino vota come sindaco della sua città il candidato che gli ha promesso un trattamento di favore ad elezione avvenuta, il risultato inevitabile sarà l’elezione d’una persona che è già in partenza corrotta, in quanto occuperà quella posizione in virtù di un maggior numero di benefici promessi e favori concessi rispetto a quanto hanno saputo promettere e concedere i suoi avversari. Chiunque verrà eletto, i cittadini si ritroveranno in ogni caso con un sindaco impegnato per la maggior parte del tempo a mantenere le sue promesse, ma non quelle elettorali, bensì le promesse fatte ai privati, alle banche e alle aziende, che in cambio di futuri benefici e concessioni lo hanno aiutato sia economicamente che in termini di voti.

Come potrà allora agire per il Bene Comune un sindaco del genere? E di chi è la colpa per questo stato di cose? Del sindaco o degli elettori? Ricordiamoci che il sindaco è sempre il “primo cittadino”, ciò significa che non può non rappresentare il livello di coscienza medio degli abitanti della sua città.

Quale spirito vi sospinge al momento del voto?

Se votate per il vostro vantaggio, sarà eletto qualcuno che baderà al suo vantaggio. Se votate per la vostra famiglia, sarà eletto qualcuno che si occuperà della sua famiglia. E se votate per il partito, sarà eletto qualcuno che impiegherà le sue energie per il benessere del partito. Se votate per la vostra nazione, governati da un moto d’amore patriottico, anche sapendo che questo potrà andare a scapito dei vostri interessi personali, allora… udite udite… sarà eletto qualcuno che lavorerà per la nazione, anche se questo dovesse andare a discapito dei suoi interessi personali.

Si deve far capire agli elettori “poveri di Cuore” che, se restano concentrati sui loro bisogni personali, continueranno a farsi intortare da politici inetti che promettono loro di soddisfare tali bisogni… mentre vanno al governo solo per soddisfare i propri. Non a caso tutte le campagne elettorali sono imperniate sulla deresponsabilizzazione del cittadino: “Votaci… e ci occuperemo noi della tua sicurezza. Votaci… e ti troveremo noi il lavoro, Votaci… e ti faremo pagare meno tasse, Votaci… e penseremo noi a tutto.

Questo è lo Stato-papà che si occupa del cittadino bambino. Uno Stato che vuole un cittadino perennemente infantili… che si lamenta sempre della sua situazione, senza prendere mai su di sé la propria “croce”… perché la lamentela crea dipendenza e chi si lamenta voterà ancora alle prossime elezioni.

[…]

salvatore brizzi

Oggi l’oligarchia (mafia-politica-finanza ) può mantenere lo status quo e progredire verso una dittatura prima europea e poi mondiale, solo se riesce a contenere il livello di consapevolezza di chi vota entro termini molto bassi, perché in tal modo risulta più semplice l’opera di condizionamento psicologico. Ecco perché nelle aule scolastiche dove si pratica l’edu-castrazione dei giovani occidentali, i valori dell’anima (Fedeltà, Umiltà, Onestà, Coraggio, Onore) e il senso della Patria non hanno più posto: se venissero insegnati, i cittadini pretenderebbero quei valori anche dai propri governanti. Nessun valore alla base, nessun valore al vertice.

In un mondo al contrario,

di fronte al rovesciamento di tutti i principi occorre serrare i ranghi e rispondere colpo su colpo. I dottori distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le università distruggono il sapere, i governi distruggono la libertà, le università distruggono il sapere, i media più influenti distruggono l’informazione e le religioni distruggono la spiritualità.

Chi lotta per l’autonomia della sua nazione viene chiamato sovranista, separatista, razzista e xenofobo, mentre chi spacca le vetrine durante le manifestazioni viene chiamato pacifista.

Chi ha capito che esiste un piano occulto per ridurre i popoli in schiavitù attraverso crisi economiche, atti di terrorismo e immigrazione incontrollata viene additato come complottista, mentre chi accetta supinamente la dittatura di Euro-landia sta “lavorando attivamente per l’integrazione dei popoli e l’abbattimento delle ultime barriere.” 

Ci si vede Oltre…

Giulio – Risveglio Digitale

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