Mindset Dinamico: come può cambiarti la vita pt.1

mindset

Oggi parliamo di Mindset…

Quante volte ti sei detto “sono fatto così, non posso farci nulla”?

Quante volte hai rinunciato di fronte alle prime difficoltà, convinto di non essere all’altezza?

E quante volte hai creduto di non farcela perché non pensavi di essere abbastanza intelligente/capace/competente?

Quante volte, anche se ne valeva la pena, non hai rischiato per paura di perdere le tue certezze?

Quante volte ti sei abbattuto dopo un fallimento?

Per evitare che tutto ciò si ripeta e influisca negativamente sulla tua vita, ti suggerisco di sviluppare un mindset dinamico.

N.B. Questo articolo è diviso in due parti, in fondo trovi il link alla parte 2)

Per spiegarti di cosa si tratta, faccio principalmente riferimento allo straordinario libro della psicologa e professoressa americana Carol Dweck, intitolato Mindset, Cambiare forma mentis per raggiungere il successo.

Come scrive la Dweck, nel libro viene illustrato “cosa distingue i grandi […] dai sarei-potuto-essere”. Questo fattore determinante è proprio il mindset.

“Comprenderete il vostro partner, il vostro capo, i vostri amici, i vostri bambini. Scoprirete come liberare il vostro potenziale – e quello dei vostri figli.”

E’ un testo chiaro e scorrevole, a dir poco esaustivo e completo. Insiste sulla differenza tra mindset statico e dinamico, analizzandone gli effetti nel lavoro, nelle relazioni, nello sport, nell’educazione e nella scuola. 

All’interno potrai trovare moltissime domande per comprendere quale sia il tuo mindset e soprattutto delle stimolanti esercitazioni per passare da statico a dinamico. Ogni capitolo si conclude infatti con una sezione pratica, Coltiva il tuo mindset.

Cos’è il mindset?

Partiamo da una definizione generale e ampia: possiamo definire il mindset come attitudine mentale, orientamento psicologico, forma mentis attraverso cui filtriamo la realtà. E’ l’insieme delle nostre convinzioni interiori, dei modi in cui pensiamo e di conseguenza agiamo nel mondo.

In altre parole, il mindset è il modo in cui guardi te stesso e il mondo e determina le tue azioni.

Il libro di Carol Dweck si concentra su ciò che distingue mindset statico e mindset dinamico. La differenza essenziale consiste nel credere o meno nella possibilità di migliorare le proprie abilità e competenze grazie all’impegno costante e alla pratica.

Più in generale, un individuo con forma mentis dinamica è aperto alla possibilità del cambiamento a tutto tondo; chi ha una forma mentis statica, non lo è.

N.B. Utilizzo i termini ‘mindset’ e ‘forma mentis’ come sinonimi.

Mindset statico… ti racconto come funziona

Per capire nel miglior modo possibile come funziona la forma mentis dinamica, è prima fondamentale capire la forma mentis statica. E’ ciò che faremo in questa prima sezione (ti ricordo che l’articolo è diviso in due parti).

Chi ha un mindset statico vede se stesso e gli altri come immutabili. Ognuno ha il suo carattere, le sue predisposizioni, il suo livello di intelligenza. Questi fattori non possono essere modificati in modo sostanziale:

Sono fatto così”

Non sono portato per lo studio delle lingue/della matematica ecc.”

Sono una persona gelosa/timida/aggressiva/etichetta random”

Non sono capace e non lo sarò mai”

I tratti della propria personalità e di quella altrui, non importa se positivi o negativi, sono visti appunto come statici, impossibili da modificare, scolpiti nella pietra.

Questa è, a grandi linee, la percezione della forma mentis statica:

  • il talento è qualcosa che si ha o non si ha, non si può sviluppare

  • la propria intelligenza non può essere sostanzialmente migliorata

  • il proprio carattere è quello che è e così rimane

  • non è possibile migliorare le proprie relazioni e i tratti della personalità, come ad esempio la capacità di gestire le emozioni

Il suo motto per quanto riguarda talento, intelligenza e sviluppo di abilità potrebbe essere “ora e per sempre”.

Piccola ma doverosa precisazione: per quanto riguarda il talento, il mindset statico non ha tutti i torti… Ognuno di noi ha le proprie predisposizioni naturali, che vanno assecondate. Il problema del mindset statico è che crede che il talento si possa giudicare una volta per tutte, senza possibilità di migliorarlo.

La realizzazione si trova a metà strada tra talento naturale e impegno costante e quotidiano.

L’artista è nulla senza talento, ma il talento è nulla senza lavoro”

Emile Zola

Le conseguenze concrete del mindset statico (…iniziano i problemi…)

Di fronte alle difficoltà e alla fatica, il mindset statico scappa, perché le percepisce come una minaccia alle proprie immutabili qualità. Vede la fatica come qualcosa di inutile. D’altronde, se le proprie competenze non possono essere concretamente migliorate, che senso ha faticare e sforzarsi?

Se vive un fallimento, per il mindset statico è una tragedia, perché conferma la propria presunta e non modificabile incapacità… Chi ha un mindset statico non riesce a vedere il fallimento come occasione per impegnarsi di più e migliorare, quindi si ritira.

E quando arriva un successo?

Non cambia nulla. Per qualche tempo il mindset statico vede la propria bravura e il proprio talento confermati dal mondo esterno, ma il crollo è dietro l’angolo, prima o poi arriva.

Basta riflettere sulla realtà dei fatti. Non esistono solo successi, non si può vincere sempre. Al primo fallimento la forma mentis statica rischia di non rialzarsi più e rinunciare per sempre.

Nella forma mentis statica devi avere talento e devi averlo subito. Dalla nascita.mindset 1

Impegnarsi è sinonimo di fallimento. Il mindset statico afferma: “se devo impegnarmi per essere bravo X, vuol dire che non sono portato/non ho talento per X”.

Spesso il mindset statico si trova in individui apparentemente dotati di grande autostima. Dietro questa sicurezza, però, si nasconde il terrore di veder crollare le proprie identificazioni.

In sintesi, coloro che credono nei tratti immutabili avvertono la spinta ad avere successo e, quando ci riescono, si sentono più che orgogliosi. Il successo è vissuto come una prova del fatto che i loro tratti immutabili sono migliori di quelli di altre persone.

Tuttavia, dietro quest’autostima è in agguato una semplice domanda: se davvero sei qualcuno solo quando hai successo, che cosa sei quando non ci riesci?

Carol Dweck, Mindset

Potremmo anche dire che più è grande l’ego, più statico è il mindset.

A questo punto capisci bene che avere un mindset statico significa avere una visione estremamente limitata di se stessi e della vita. Non vedendo la possibilità di migliorare le proprie competenze e di modificare le proprie caratteristiche, chi ragiona secondo un mindset statico è come se avesse sempre un paraocchi. Dove (e come) si trova, resta.

Quanto è radicato nella nostra cultura (e dentro di noi) il mindset statico?

Tantissimo. La maggior parte delle persone così ragiona e così vive. Pensa ad esempio al mito del ‘posto fisso’: lo dice la parola stessa. Più statico di così…

La forma mentis statica presente in ognuno di noi ha origine in buona parte nelle parole che ci sono state ripetute quando eravamo bambini… “Come sei bravo, quanto sei intelligente, come sei bello…” oppure “sei un maleducato, sei monello, non sei capace…”

Sei così, sei cosà, sei questo, sei quello… Con le etichette positive gli adulti pensano di rinforzare l’autostima dei bambini, mentre invece questi crescono con un bisogno di approvazione gigantesco. Altri bambini si convincono di essere degli stupidi o degli incapaci, solo perché gli è stato ripetuto più volte da qualche adulto complessato che stava sfogando le sue frustrazioni.

Nel tentativo di non smentire quel “sei intelligente” ad esempio, un bambino diventato ragazzo potrebbe evitare di iniziare una certa attività se vi trova delle difficoltà iniziali. Queste difficoltà metterebbero in dubbio e in pericolo la sua intelligenza. Quindi meglio rinunciare e meglio farlo subito, prima che sia troppo tardi.

Ahimè, ne so qualcosa… ho conosciuto benissimo questa dinamica in passato. Ma è proprio per questo che so anche con quanta potenza il mindset dinamico può fare la differenza nella propria vita, una volta conosciuto e messo in atto.

E’ quindi evidente che genitori, insegnanti ed educatori hanno il compito di crescere i bambini secondo una forma mentis dinamica, dando maggiore valore al processo e all’impegno, invece che a vere o presunte etichette che poi pendono come ‘condanne’ sulla testa di chi se le è sentite ripetere per anni. Troppo spesso vengono dati giudizi frettolosi derivanti dal mindset statico, come se le potenzialità di un bambino potessero essere valutate una volta per sempre. Per fortuna, non tutti si lasciano imbambolare dalle etichette ricevute nell’infanzia. Basta pensare per esempio ad Albert Einstein, che era stato giudicato come un bambino poco dotato, se non addirittura stupido. Sappiamo tutti com’è andata a finire.

Non a caso è stato proprio Einstein ad affermare che…

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido…”

(Nel libro della Dweck c’è un intero capitolo dedicato al mindset nell’educazione, in cui chiarisce come funzionano le etichette – sia positive che negative – che vengono date ai bambini.)

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Quanto ti suona familiare la mentalità statica? Osservati con sincerità

Se non ti risuona per nulla, ne sono contento…

Altrimenti ho una brutta notizia: ti sei lasciato appiccicare un’etichetta da qualcuno e ci hai creduto, fino a renderla più grande di te.

Ma c’è anche una notizia meravigliosa. Puoi trasformare il tuo mindset da statico a dinamico e puoi iniziare oggi stesso. Nella seconda parte dell’articolo vedremo alcuni spunti per farlo e capiremo come funziona la forma mentis dinamica.

Ci si vede Oltre…

Giulio

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In questo articolo ho citato:

Carol Dweck, Mindset-Cambiare forma mentis per raggiungere il successo (lo trovi su Macrolibrarsi e su Il Giardino dei Libri)

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