Zuckerberg e soci ci stanno sfidando

E’ un po’ come se ci fossimo dimenticati. Ci siamo abituati. E dato che siamo esseri abitudinari e che l’abitudine diventa ben presto un comportamento meccanico e automatico, porta con sé anche dimenticanza.

Quasi un’amnesia collettiva.

Abbiamo nelle mani dei mezzi dalle potenzialità straordinarie, qualcosa di mai visto prima nella storia del genere umano. Con la distribuzione della tecnologia digitale praticamente a tutti gli abitanti del pianeta, c’è stata anche una distribuzione di potere.

Potere di informazione, potere di divulgazione, potere di connessione ecc.

Abbiamo un immenso potere.

Ma come diceva un grande saggio orientale…

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità…”

Aspetta, mi fanno un cenno dalla regia.

Non era un saggio orientale? Ah, Ben Parker, lo zio di Spiderman. Scusa per la svista.

Dicevo, questo immenso potere – ciò di cui ci siamo dimenticati – porta con sé anche delle controindicazioni.

E’ come se da un giorno all’altro fosse arrivato John Elkann e ci avesse messo in mano le chiavi di una Ferrari Portofino.

Chiudi gli occhi e apri le mani…TAC.”

Peccato che prima non ci ha avvertito che tanto va forte l’auto, quanto devi essere capace di guidarla, altrimenti ti schianti.

Potevi dirci qualcosa John…

Nessuno ci ha spiegato come guidare queste auto senza spappolarci contro il muro

Il digitale ha potenzialità straordinarie e allo stesso tempo delle controindicazioni non da poco. Che però non ci hanno segnalato.

Gli strumenti digitali infatti modificano il nostro cervello, debilitando attenzione, volontà e autocontrollo.

Di conseguenza aumentano lo stress.

Danno dipendenza.

Ci danno libertà in una mano (la possibilità di comunicare dovunque e con chiunque) e ci ammanettano nell’altra; devi comunicare per forza… soprattutto se l’interlocutore vede che hai visualizzato il suo messaggio.

E buona parte di questi spiacevoli effetti collaterali sono stati anche creati a tavolino, basandosi sul funzionamento della mente umana. Non è successo per caso… che tipi, quelli della Silicon Valley.

Però aspetta, se guardo la scena dall’alto, vedo anche qualcos’altro.

Ci stanno sfidando

E’ in corso una grande sfida, e i campi di gioco sono contemporaneamente il mondo intero ed ognuno di noi singolarmente.

Lascia che ti spieghi.

Nel giro di meno di una decina di anni, se ci limitiamo all’Italia (2018) 49 milioni di persone possiedono uno smartphone e 35 milioni sono utenti dei social network. (Fonte We are Social; Digital in 2018)

Bum. Tecnologie complesse rese semplici nel loro utilizzo e messe in mano ad ognuno di noi.

Puoi cercare informazioni su tutto ciò che vuoi, puoi comunicare potenzialmente con tutto il mondo in un nanosecondo, puoi divulgare informazioni utili, insegnamenti, guide su come fare questo e quello… Puoi crearti una tua immagine online per cercare, o creare, un lavoro, puoi intrattenere, puoi crearti un pubblico, puoi finanziare progetti, puoi puoi puoi.

Potere, come si diceva. Un potere inimmaginabile fino a 20-30 anni fa, se non da qualche visionario.

Poi ti guardi intorno… e vedi la maggior parte delle persone con gli occhi immersi dentro uno schermo. Apri i social network e ci trovi lamentela, negatività, foto con la lingua di fuori, video di gattini, foto di quello che mangiano, commenti su quanto nevica, quanto piove, quanto si mangia in famiglia a Natale…

Ci siamo dimenticati di questo potere

Immagino qualcuno che guarda il mondo dallo spazio e che, con un’espressione a metà tra lo stordimento e la risata isterica, pensa…

Aspetta, fammi capire la situazione. Hanno nelle mani dei mezzi per comunicare con il mondo intero… e passano il tempo a lamentarsi, a commentare la neve e a guardare video porno? Ma cosa stanno facendo?! ”

Ci siamo fatti inghiottire dalle controindicazioni della tecnologia, dimenticandoci cosa possiamo farne. Simultaneamente ciò che ci da così tanto potere può anche diventare una droga, può limitare le nostre facoltà cerebrali…

Però cosa facciamo? Rinunciamo a questo grande potere per non cadere negli effetti negativi? Secondo me non è la cosa giusta da fare.

Dobbiamo imparare. Dobbiamo evolvere. E’ una sfida evolutiva, quella che ci è arrivata con la tecnologia digitale.

E’ qui la sfida. E’ nelle parole dello zio di Spiderman.

O evolvi, impari ed utilizzi il più possibile questo potenziale, limitando al massimo i danni ed evitando di cadere in trappola… o ci cadi, in quella trappola.

Questa è la missione di questo blog. Aiutare più persone possibili a nel percorso di Risveglio Digitale.

Ci si vede Oltre…

Giulio